
Il TITAN Noir Pro sale a 6000 lumen ISO, misurati secondo la norma ISO 21118, cioè 1200 in più del TITAN Noir. Questa riserva serve anzitutto le grandi diagonali: l'immagine arriva a 300 pollici, mentre XGIMI consiglia da 60 a 150 pollici. La sorgente a triplo laser RGB copre il 110% dello spazio BT.2020, in Dolby Vision, HDR10+ o IMAX Enhanced.
Il doppio diaframma regola l'apertura da f/2,0 a f/7,0 per scatti, oppure lavora in modalità dinamica. Chiuso a f/7,0, porta il contrasto nativo a 8000:1, e a 100 000:1 in dinamico con la funzione DBLE. Tutto aperto a f/2,0, lascia passare tutta la luce: è l'unica apertura in cui è disponibile la modalità Brightness Boost.
All'accensione, l'autofocus e la correzione trapezoidale continua raddrizzano l'immagine finché l'angolo laterale resta sotto i 40°. Altre due modalità subentrano se serve: l'allineamento intelligente adatta l'immagine alla cornice nera dello schermo, l'aggiramento degli ostacoli la allontana dagli oggetti presenti sulla parete. Lo zoom ottico da 0,98 a 2,0:1 e lo spostamento dell'obiettivo di ±130% in verticale completano il posizionamento.
Il TITAN Noir Pro vanta due certificazioni A+: basso speckle, la granulosità scintillante tipica delle sorgenti laser, e basso tasso di frange colorate. Il trattamento anti-RBE riduce inoltre l'effetto arcobaleno del DLP. Nelle visioni lunghe, l'immagine resta pulita e l'occhio si affatica meno.
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